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martedì , 27 Luglio 2021
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Tarquinia, esondazioni del Mignone: ancora un si per il tavolo tecnico

Dai canali ufficiali della Regione Lazio

Ambiente: esondazioni fiume Mignone, “intervento improcrastinabile”

Proposto tavolo tecnico per l’esame complessivo della situazione idraulica del bacino, sopralluogo e valutazione della progettazione del Consorzio di Bonifica Maremma Etrusca.

Tutti d’accordo in VIII Commissione Agricoltura, ambiente, presieduta dalla vice presidente Laura Cartaginese (Lega), sulla necessità di intervenire urgentemente per tutelare l’incolumità delle persone, delle aree agricole e della viabilità dalle esondazioni del Mignone che nel suo corso centrale segna il confine fra la provincia di Roma e quella di Viterbo, sfociando tra il Lido di Tarquinia e Civitavecchia. Un corso d’acqua per lo più a regime torrentizio che ha causato l’esondazione del 7 e 8 dicembre scorso creando notevoli disagi. Ma la situazione purtroppo non è nuova. Le esondazioni hanno colpito numerose volte la valle del Mignone negli ultimi anni.

Per questo, all’audizione odierna, si è parlato degli interventi per la messa in sicurezza, ritenuti dai vari partecipanti, “assolutamente improcrastinabili”.

“Purtroppo queste esondazioni non hanno più carattere straordinario ma stanno diventando permanenti”, ha esordito il vicepresidente dell’Università Agraria di Tarquinia, Alberto Tosoni, chiedendo un tavolo tecnico dove poter programmare interventi di manutenzione a lungo termine, non solo verso la foce ma anche a nord dell’attraversamento autostradale.

“Dobbiamo fare presto perché non è un problema di alluvioni, ormai gli argini non ci sono più”, gli ha fatto eco Luigi Serafini, vice sindaco di Tarquinia, richiedendo un sopralluogo congiunto insieme anche alla Direzione Regionale Lavori Pubblici, Stazione Unica Appalti, Risorse Idriche e Difesa del Suolo e al Consorzio di Bonifica Litorale Nord.

Per il Consorzio di Bonifica erano presenti il presidente Niccolò Sacchetti, il direttore generale, Andrea Renna, e gli ingegneri Paolo Burla e Sergio Pisani. Ricordando che il Consorzio, in virtù degli accorpamenti previsti dalla legge regionale 12/2016, nasce dalla fusione dei consorzi Maremma etrusca, Pratica di Mare e Tevere Agro Romano, Burla ha chiarito che la competenza consortile è sul reticolo degli affluenti afferenti al Mignone. Pur tuttavia, già nel 2010, “l’allora Consorzio Maremma etrusca aveva predisposto una progettazione di tipo esecutivo che prevedeva tre macro interventi e quattro sub interventi, nell’ordine di 10mila500 metri quadrati per un importo di 1milione 200mila euro al 2010. Per poter rendere cantierabile il progetto sarebbe sufficiente un aggiornamento del prezzo” ha detto Burla, proponendo il Consorzio come soggetto attuatore.

Per la Direzione regionale Lavori pubblici, stazione unica appalti, risorse idriche e difesa del suolo della Regione Lazio è intervenuto Antonio Battaglino, ricordando un preannunciato intervento in fase di progettazione sull’asse del Mignone all’epoca di una precedente riunione nel febbraio dello scorso anno. “Seppure in una fase complicata gli uffici sono riusciti a portare avanti l’intervento appaltato, i lavori iniziati a novembre risultano in fase di ultimazione”, ha riferito. Si tratta della rimozione di arbusti e depositi vari che ostacolano il deflusso delle acque nella parte che va dall’attraversamento autostradale fino alla foce, circa 4km, sia sulla sponda destra che sinistra. Secondo il dirigente regionale, in occasione degli eventi dello scorso dicembre, “nelle parti interessate si è potuto riscontrare un significativo miglioramento delle condizioni di deflusso”.

Non dello stesso parere il vice sindaco Serafini, d’accordo nell’assegnare al Consorzio l’esecuzione dei lavori.

Battaglino ha inoltre fatto propria “la necessità di estendere gli interventi anche al reticolo secondario”, con la disponibilità a valutare “le progettazioni già sviluppate, trovare i canali di finanziamento e istituire un tavolo tecnico per esame complessivo della situazione idraulica del bacino complessivo del Mignone, che ha però carattere più ampio rispetto alla manutenzione del fiume”.

Al proposito, la consigliera M5s Silvia Blasi, ha ricordato un emendamento a sua firma all’ultimo bilancio che stanzia complessivamente 150mila euro in tre anni per la manutenzione dei corsi d’acqua e 350mila euro per interventi straordinari destinati dalla Regione Lazio “che hanno apportato migliorie nella parte a sud. C’è una grande attenzione su questo bacino da parte di tutte le forze politiche e degli uffici regionali”, ha detto.

Come ha ricordato Cartaginese, “emendamenti a sostegno degli abitanti delle zone” sono stati presentati anche da lei e fatti propri dall’Aula, nonché altri proposti dal suo gruppo per la pulizia dei fossi e degli argini dei fiumi. “Per quanto riguarda il sopralluogo, mi farebbe molto piacere – ha concluso – vedere la cose da vicino si comprendono meglio le problematiche”. D’accordo anche per l’istituzione del tavolo tecnico “anche per coinvolgere gli altri comuni”.

All’audizione erano presenti anche i consiglieri Daniele Ognibene (Liberi e uguali), Eugenio Patanè (Pd), Devid Porrello (M5s) e il presidente Valerio Novelli (M5s).

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