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giovedì , 29 Luglio 2021
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Deposito nucleare. Le dichiarazioni dell’AD e la specifica di Sogin

Sta suscitando sgomento un po’ in tutta la Tuscia la diffusione di alcune dichiarazioni di Emanuele Fontani, amministratore delegato Sogin, nell’ambito dell’audizione alle commissioni riunite Ambiente e Attivita’ produttive della Camera sulla pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi).

Nell’individuazione del sito del futuro deposito unico nazionale per i rifiuti radioattivi, la legge 31 da’ mandato a Sogin “di definire classi di idoneita’ su basi economiche, logistiche e di presenza sul territorio di altre attivita’ come colture agricole”.

L’AD, in relazione al trasporto dei rifiuti dai “20 siti” dove si trovano oggi, ha indicato come sia “preferibile avere meno distanza da dove ci sono i rifiuti”. Da questo punto di vista “il Lazio e sicuramente quello piu’ interessante perche’ baricentrico sul territorio nazionale”.

La notizia sta facendo il giro delle principali testate locali e stanno scattando gli allarmi.

Un’altra porzione delle dichiarazioni si riferisce alla presenza in aree individuate di siti Unesco, riguardo cui l’AD sembra abbia dichiarato: “È stata effettuata un’attenta valutazione. Dalle verifiche effettuate, non ce ne sono all’interno dei siti. Semmai in prossimità, nello stesso comune o in comuni confinanti”.

Dunque anche comuni con aree Unesco potrebbero essere papabili.

Una nota di Sogin ha tuttavia specificato:

Con riferimento alle dichiarazioni rese dall’Ing. Emanuele Fontani, Amministratore Delegato di Sogin, durante l’audizione parlamentare del 6 aprile scorso, tenutasi presso le commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati, la società precisa che la frase “Non è semplicemente il Piemonte – come qualcun altro ha segnalato – ma, da un punto di vista di applicazione di questo criterio, il Lazio è sicuramente più interessante perché baricentrico sul territorio nazionale”, era riferita alla mera valutazione della distanza dai siti che attualmente ospitano i rifiuti radioattivi sul territorio nazionale. 

Tale considerazione era, pertanto, del tutto esemplificativa e finalizzata a sconfessare che esistano già scelte precostituite. L’esempio, al contrario, era volto a evidenziare che nulla è deciso. 

Il percorso di localizzazione del Deposito Nazionale è appena iniziato e si configura come un processo partecipativo che prevede il più ampio e trasparente coinvolgimento dei territori nella determinazione di una scelta che sarà condivisa

Dunque Sogin sconfesserebbe una vera predilezione per il Lazio, dicendo che è ancora tutto da vedere.

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