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martedì , 27 Luglio 2021
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Latina. Codici sul caso del porto canale Rio Martino

Nella serata del 9 novembre Codici ha inviato al dott. Maurizio Falco, Prefetto di Latina, una lettera in merito al “caso” del “Porto Canale Rio Martino”, rappresentando tutta la propria preoccupazione per gli sviluppi che la vicenda potrebbe avere.
Nella lettera, Codici, ha evidenziato che i numerosi pescatori che utilizzano il Porto Canale Rio Martino traggono da quella attività il necessario per la sopravvivenza delle loro famiglie e che da molti giorni risulta per loro praticamente impossibile lo svolgimento del lavoro a causa della situazione di insabbiamento della bocca di entrata/uscita dal suddetto Porto canale, senza che si provveda al dragaggio della sabbia che vi viene depositata dalle mareggiate.
Codici, nella sua lettera ricorda che la competenza per l’effettuazione delle opere occorrenti per consentire lo svolgimento della descritta occupazione è stata individuata in capo al comune di Latina, il quale, tuttavia, non ha ancora dato inizio ai lavori per rendere fruibile l’uscita e l’entrata in sicurezza delle imbarcazioni.
Questa situazione, ogni giorno che passa fa crescere la sofferenza che i pescatori devono patire per l’impossibilità di guadagnare alcunché e che ogni giorno che passa fa crescere anche la rabbia dovuta a quella che essi considerano l’inerzia che si mostra ai loro occhi e, come si sa, la rabbia talvolta sfocia in gesti disperati che possono andare dall’autolesionismo al disordine pubblico.
Naturalmente Codici, coinvolta nel merito da alcuni degli interessati, non si è tirata indietro, ritenendo doveroso rappresentare al Prefetto tutta la propria preoccupazione al riguardo.
A tal proposito, Codici, nello spirito di massima collaborazione per il buon esito della vicenda, ha chiesto al Prefetto di Latina di voler convocare un tavolo tra tutti gli attori sia istituzionali che imprenditoriali coinvolti, chiedendo di essere invitato a parteciparvi nel rispetto del suo ruolo statutario di tutela di interessi diffusi che coinvolgono sia i pescatori direttamente interessati che i loro clienti, ai quali, oltre tutto viene a mancare la possibilità di approvvigionarsi di pescato locale ed a buon mercato, acquistato direttamente dai pescatori in parola, con ulteriore danno all’economia territoriale.

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