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venerdì , 7 Maggio 2021
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Tarquinia, deposito scorie nucleari: le ultime. Tarquinia non è tra le zone più appetibili mentre Montalto di Castro sì

TARQUINIA- La nota della divulgazione delle potenziali aree da destinare a deposito di rifiuti radioattivi sta creando forte agitazione sui territori. La mappa riporta attraverso l’utilizzo dei colori i siti maggiormente appetibili: verde smeraldo (punteggio più alto), verde chiaro (buono), celeste (isole) e giallo (zone possibili ma meno adeguate).

La classifica è possibile consultarla alla pagina 36 del seguente link: https://www.depositonazionale.it/documentale/documenti_proposta_cnapi/ordine_di_idoneita/dngs00226_procedura_risultati_classificazione_aree.pdf

L’area individuata per Tarquinia (denominata VT 25) si trova al confine con il comune di Tuscania e se da un lato ha una valutazione buona per ciò che concerne la localizzazione sul territorio tarquiniese, diventa giallo per ciò che concerne la localizzazione sul territorio di Tuscania, caratterizzata dall’essere zona sismica.

Qui il link: https://www.depositonazionale.it/documentale/documenti_proposta_cnapi/carta_nazionale_delle_aree_potenzialmente_idonee/dngs00195_cnapi_tav_3.pdf

Tra le zone del viterbese ritenute molto interessanti ci sono:

Montalto di Castro (due localizzazioni), Canino-Montalto di Castro, Corchiano-Vignanello, Corchiano.

In tutta Italia sono 12 le zone “verde smeraldo” con candidature molto solide. Si concentrano in Piemonte (due in provincia di Torino e cinque in provincia di Alessandria) e nel Lazio (cinque in provincia di Viterbo).

C’è dunque una probabilità molto alta che la Tuscia venga scelta come sito per il deposito di rifiuti radioattivi.

Per i prossimi due mesi ci sarà la consultazione pubblica, la prima che si svolge in Italia.

Le Regioni, gli enti locali e i soggetti interessati potranno formulare le loro osservazioni e proposte tecniche alla Sogin.

La consultazione pubblica durerà in tutto quattro mesi, compreso anche il «seminario nazionale» che Sogin dovrà organizzare, e una successiva rielaborazione di tre mesi che darà luogo alla «Carta nazionale delle aree idonee». Poi si passerà alla fase delle «manifestazioni di interesse» dei territori.

Probabilmente si tenterà di convincere i Comuni ricompresi nella mappatura a farsi avanti: ci sono incentivi, possibilità di sviluppo, prospettive di lavoro e di benessere. A quel punto bisognerà vedere se vincerà la difesa e la tutela del territorio o la possibilità di ricevere ingenti risorse economiche.

Fabrizio Ercolani

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