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domenica , 28 Febbraio 2021
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Tarquinia: approvata la mozione del M5S “Un Albero Per Ogni Nato”. Commenta Bruni (FSI): peccato Ostetricia e Ginecologia siano chiusi

Il Movimento 5 Stelle di Tarquinia ha visto approvare la mozione proposta all’ultimo Consiglio Comunale circa la legge nazionale cosiddetta “Un Albero Per Ogni Nato”. A seguire il comunicato diramato.

A Tarquinia vengono piantati pochi alberi su aree pubbliche, anzi ultimamente ne sono stati semmai tagliati. Per aumentare il patrimonio arboreo della città interviene ancora una volta il M5S che all’ultimo Consiglio Comunale ha proposto e ottenuto l’approvazione di una mozione, con cui ha inteso dare nuovo impulso alla legge che obbliga i Comuni a piantare un albero per ogni nuova nata/o. L’approvazione è stata unanime da parte del Consiglio e questo rappresenta un impegno da parte di tutte le forze politiche a far aumentare il verde della nostra città. 

La mozione, titolata “Un Albero per ogni nato residente a Tarquinia”, trae impulso dalla legge n. 10 del 2013 fino ad oggi inattuata nella nostra città. Per iniziare però a piantare gli alberi manca ancora un tassello: occorre approvare celermente il regolamento per il verde urbano, condizione voluta dalla maggioranza prima di assentire alla nostra mozione. È auspicabile che il regolamento arrivi presto per poter iniziare le piantumazioni, un atto di civiltà e di sensibilità verso l’ambiente, che significherà anche un miglioramento della qualità della vita dei cittadini Tarquiniesi. Noi del M5S la nostra parte tentiamo di farla e questa mozione rappresenta un modo per onorare la festa degli alberi, che quest’anno, causa Covid, non ci è stato possibile celebrare con un evento al bosco urbano, che sta crescendo con i suoi 130 alberi messi da noi a dimora nel 2017 con il contributo di tanti cittadini e aziende e che un gruppo di persone attive cura costantemente.

Caustico al riguardo il commento di Sergio Bruni del Fronte Sovranista Italiano.

Nobile intento, peccato che non si siano accorti che dal 3 giugno 2015, in ossequio ai dictat europei dei tagli alla spesa pubblica, orgogliosamente portati avanti da governo e regioni (non solo Lazio), l’Uoc di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Tarquinia è stato chiuso. Quindi da quella data a Tarquinia non nascono più bambini, costretti ad emigrare prima di nascere.

Piantiamo gli alberi, ma chiediamo la riapertura dei reparti chiusi.

 Autopiù


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