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venerdì , 16 Aprile 2021
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Il senso della bellezza si è perso? Riflessioni su Dante

Riportiamo a seguire le considerazioni del filosofo Filippo Cannizzo, a Tarquinia lo scorso anno per il progetto Unesco Resiliart.

“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”
(Inferno, canto XXVI, v. 119)

Nel giorno dedicato a Dante Alighieri e nell’anno in cui ricorrono i 700 anni dalla sua morte, tutta Italia è impegnata in iniziative, citazioni, omaggi, ricordi del Sommo Poeta… ma pare che in pochi stiano andando oltre la forma delle meravigliose terzine di Dante per coglierne il profondo significato…

Da un anno ormai, la cultura è relegata a forma di assembramento e non considerata come una insostituibile fonte di nutrimento intellettuale ed emozionale. La cultura viene tenuta completamente fuori da ogni discorso pubblico e mediatico, i suoi lavoratori e le sue lavoratrici vengono trattati come degli invisibili (quasi non esistano e non siano mai esistiti).

Eppure, quello che ci attende, quando saremo usciti da questa pandemia, sarà un mondo nuovo, un mondo in cui di bellezza avremo molto bisogno. Di cultura c’è sempre bisogno, ma è nei periodi di crisi come questo che tale necessità si fa più viva e urgente.

In tempi difficili e opachi come quelli che stiamo vivendo, il senso della bellezza sembra suggerire che un altro mondo è possibile. La bellezza rappresenta un investimento sul futuro, quello di un cambiamento all’insegna del benessere collettivo e degli individui, della trasformazione che renda più vivibili e belle le grandi città così come i piccoli borghi, della valorizzazione della creatività, del miglioramento della qualità della vita. La bellezza può essere la finestra da cui guardare in modo nuovo a politiche che interessino il territorio, a partire da rigenerazione urbana e mobilità ecosostenibile, progettazione culturale e tutela del patrimonio storico e artistico dell’Italia, costituzione di distretti di economia civile ed economia della bellezza, salvaguardia dell’ambiente. Bellezza come arte, paesaggio, qualità della vita, patrimonio storico e artistico, enogastronomia, musica, teatro, danza. Una economia della bellezza come possibile fonte di sviluppo economico ecosostenibile e di occupazione durevole, per recuperare le relazioni tra le persone e migliorare la qualità della vita, per salvaguardare l’ambiente. Perché la bellezza è una speranza aperta nel cuore della nostra società. Perché la bellezza potrà salvare il Bel Paese solo se e quando noi, donne e uomini, ci impegneremo a salvare la bellezza.

«Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!»
(Purgatorio, canto VI, vv. 76-78)

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