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giovedì , 29 Luglio 2021
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Carciofo romanesco: (da Aprilia) si pensa a farlo conoscere meglio

Un piano di rilancio del Carciofo Romanesco del Lazio Igp attraverso un’azione diretta sul consumatore: è questa la notizia riportata da Ansa oggi, che inevitabilmente riguarda anche Tarquinia, anche se si tratta di una iniziativa promossa dalla zona di Aprilia.

La nota a cui si rifà Ansa segnala così:

“Il Carciofo Romanesco del Lazio viene coltivato nei territori di Montalto di Castro, Canino, Tarquinia (provincia di Viterbo), Allumiere, Tolfa, Civitavecchia, Santa Marinella, Campagnano, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino, Roma, Lariano (Roma), Sezze, Priverno, Sermoneta, Pontinia (Latina).”

La particolarità sarebbe che nel Carciofo Romanesco del Lazio Igp lo scarto è minimo, perché anche le brattee più esterne, salvo le prime, si possono mangiare, grazie alla quasi totale assenza delle spine. Il periodo di raccolta va da fine gennaio fino ad aprile. Dal punto di vista produttivo L’Organizzazione dei produttori Agrinsieme produce circa il 90% del Carciofo Romanesco del Lazio Igp: solo nel 2020 ha prodotto quasi 1.300.000 carciofi certificati.

La cooperativa Agorà, aderente l’organizzazione, ha esternato la propria intenzione di raccontare il prodotto direttamente al consumatore, anche se la pandemia sta rendendo difficile questa azione. Purtroppo, infatti, i vari eventi programmati nella grande distribuzione sono dovuti essere annullati, dunque la cooperativa cercherà altre strade.

Una spinta che non parte certo dal nostro territorio, ma che, se proseguirà, indirettamente potrebbe portare beneficio anche al prodotto coltivato localmente, facendolo conoscere in maniera più approfondita ai consumatori.

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