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domenica , 28 Febbraio 2021
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Tarquinia – l’abuso edilizio di Vigna Grande “apre” il Consiglio Comunale

“Movimenti politici che non hanno il coraggio di esprimere un leader e si nascondono dietro ad una sigla”: è questa l’espressione con cui il Sindaco Alessandro Giulivi nel recente Consiglio Comunale definisce una parte dell’opposizione nell’apertura della discussione sull’abuso edilizio in località Vigna Grande.

A seguito della lettura di un resoconto sulle vicende politiche dell’ultimo biennio legate alla situazione di San Giorgio, con narrazioni delle varie dichiarazioni del consigliere Gianni Moscherini, arriva il nodo cruciale: il Sindaco sottolinea come la Sua Amministrazione abbia scelto di optare, per San Giorgio, sul proseguimento della linea tracciata dal Commissario e non applicare invece la legge 28/80, sostenuta a più riprese da Moscherini. Ed a questo punto arrivano le domande del Sindaco, che appaiono quasi dal sapore retorico: sarebbero arrivate segnalazioni su Vigna Grande se l’attuale ammimistrazione avesse applicato la 28/80? Cosa c’è sotto la 28/80 per scatenare tanto interesse?

E sulla richiesta di dimissioni perpetrata dalle opposizioni il Sindaco è chiaro: “La solidità di questa Amministrazione non è in dubbio”.

A rispondere è il consigliere di minoranza Sandro Celli: “Se un Sindaco parla di sciacallaggio in riferimento alla richiesta di chiarimenti circa l’abuso edilizio perpetrato, significa non avere contezza di ciò che significa fare l’amministratore pubblico. La richiesta di chiarimenti è legittima”.

Celli pone anche l’accento su come, nei vari mezzi di comunicazione, ci sia stato chi lo abbia aditati quale disonesto e bastardo solo per aver fatto il suo dovere di opposizione.
Celli chiede inoltre se sui circa 400 mq di abuso negli anni siano state pagate o meno le tasse comunali.
Interviene anche il Consigliere Sandro Conversini, che dopo aver analizzato i fatti chiede che venga tutto verbalizzato rapidamente e sottoposto al Prefetto e poi via via agli organi competenti di grado superiore.

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